Quando il job è chic
Scenari

Quando il job è chic

Qualità. Sostenibilità. Estro creativo che riesce a esprimersi anche sull’abbigliamento da lavoro. Sono gli assi nella manica del tessile. Che a PTE 2025 si è meritato la sua sfilata

Brand che si moltiplicano, ampliando l’offerta in funzione degli usi e degli stili di vita. Lavorazioni artigianali. Addirittura una sfilata, apprezzatissima sia dal pubblico sia dagli stessi espositori. Se mai ce ne fosse stato bisogno, l’edizione 2025 di PTE ha sancito definitivamente che il dialogo tra il fashion e il tessile promozionale si svolge ormai a livello paritetico. Lo dimostra il lavoro di aziende come Personalizzati di Armando Fazari, i cui artigiani hanno imparato a tradurre l’antico savoir-faire nel linguaggio delle macchine da ricamo, che istruiscono attraverso speciali programmi per la “punciatura” ovvero digitalizzazione di disegni, loghi e scritte. Non a caso il mondo della moda si è già avvalso in più occasioni dei loro impianti di ricamo.

 

Né d’altronde hanno nulla da invidiare alla qualità e alla forte personalità del vestiario griffato le collezioni messe a punto dai professionisti del promozionale, che in fiera hanno sfoderato un portfolio ricco di brand, ciascuno dei quali fortemente identitario e rivolto a target ben precisi. Del tutto in linea con le ultime tendenze della moda sono per esempio le giacche unisex della collezione sostenibile Native Spirit, dal catalogo Top-Tex: impermeabili e foderate in sherpa, sono realizzate in 100% poliestere riciclato e certificato Grs. Tessuti ecosostenibili anche per Rainy S/L, giubbino softshell a tre strati smanicato e con cappuccio del marchio Black Spider (distribuito da Action Wear); proprio le maniche giocano invece un ruolo di primo piano nei giubbotti Montebianco di James Ross Collection (JRC)/Professional Line, grazie al loro grintoso taglio raglan.

 

Un altro trend emerso con chiarezza da PTE 2025 riguarda proprio l’abbigliamento da lavoro, sempre più elegante e sempre meno circoscritto al cantiere o al magazzino. A tal punto che la cura del design e del lato estetico coinvolge persino i dispositivi di protezione individuale (non semplici capi di abbigliamento) quali guanti, caschi oppure parka ad alta visibilità, come avviene nel caso di Cover Guard, brand presentato in fiera da Innova.

 

Fatte queste premesse, la sfilata svoltasi lungo i corridoi della fiera non solo ha svolto il ruolo della proverbiale ciliegina sulla torta, ma risponde a una logica stringente: i capi presentati da aziende come Artar Textile o Gor Factory (quest’ultima con il brand Roly) interpretano i trend più attuali così efficacemente che non sfigurerebbero su passerelle ben più blasonate. Con un valore aggiunto: svolgendosi lungo il corridoio su cui erano stati approntati appositi podi, la sfilata di PTE ha dato al pubblico la possibilità di trovarsi fianco a fianco dei modelli e di interagire con loro. “Ma questi non sono manichini!” è uno dei commenti che si sono sentiti alla sfilata di PTE e che probabilmente nessuna Fashion Week potrà mai vantare…