La rivoluzione bianca
Storie

La rivoluzione bianca

Una lunga esperienza nelle arti grafiche tradizionali e nei registri perfetti ha portato Global Graphics a diventare una specialista del bianco come quinto colore nella stampa. Da lì al canale promozionale, il passo è stato breve…

La transizione digitale è un concetto già molto familiare al settore della stampa, che nell’arco degli ultimi cinquant’anni è passato da procedure rigorosamente analogiche a un sempre più diffuso utilizzo dei software. Di tale evoluzione Global Graphics è stata protagonista: l’azienda di Corbetta (Milano) ha infatti raccolto intorno al 2005 il testimone da General Graphic nella modalità di un passaggio generazionale ben riuscito, accompagnando così senza soluzione di continuità la storia recente delle arti grafiche.
Era perciò naturale che Global Graphics facesse per così dire da ponte tra questi due mondi: “Continuiamo a seguire in modo particolare la stampa tradizionale – spiegano Franco Graziano e Giuseppe Fontana, titolari dell’azienda –, quindi tutto quello che ha a che fare con la tipografia e i mondi della sala stampa, del prestampa, dei flussi di lavoro e dell'incisione della lastra. Ed è proprio la nostra esperienza in tutto quanto riguarda la quadricromia, i registri perfetti e la precisione nel mondo del colore ad averci avvicinati al promozionale. Si può infatti dire che la svolta di tutto sia stato il bianco, per la cui gestione abbiamo sviluppato intorno al 2015 appositi software che hanno contribuito a liberare i personalizzatori dalla necessità di stampare su fondo nero per assorbire gli eccessi di colore”.

 

La consacrazione definitiva al promozionale avviene nel 2019, allorché Global Graphics si imbatte nella stampa flatbed e nelle tecnologie Dtf e Dtf Uv, che rendono possibili rispettivamente il transfer su tessuto e la produzione di sticker per riportare loghi e altri motivi su pressoché ogni tipo di superficie. Come cavalli di battaglia l’azienda annovera software applicativi e macchine per la personalizzazione dell’abbigliamento da diporto, da lavoro e delle shopper. “Abbiamo un magazzino con ampio stoccaggio di consumabili e ricambistica – aggiungono i due soci –, inoltre disponiamo di tecnici che seguono il cliente dall'idea originaria al prodotto finito, ovviamente passando attraverso l'utilizzo del software, delle macchine e dei prodotti correlati”. Per le macchine, la scelta di Global Graphics è stata tutta europea: ha infatti puntato sulla croata Nanodiy, che vanta l’esperienza di quattro generazioni di plotter Dtf e ha un filo diretto con l’azienda di Corbetta per modificare le macchine sulla base delle esigenze della clientela.

 

Il mercato ha premiato Global Graphics e le sue scelte: nonostante le tante tempeste perfette susseguitesi negli ultimi anni, il fatturato è triplicato rispetto al 2008. Niente male per una piccola impresa dal respiro poco più che familiare, con una dozzina di dipendenti.
Sfide future? Sicuramente quella della transizione ecologica, tappa obbligata insieme a quella digitale già da decenni nelle corde di Global Graphics: “Tutti dobbiamo affrontare l'argomento della sostenibilità – riassumono Graziano e Fontana –, i nostri partner sono soggetti all’obbligo di certificazioni internazionali, di conseguenza anche noi rientriamo in questo tipo di filiera e dobbiamo ottemperare a tutte le normative”.